Una giornata cosi' luminosa che neanche gli occhiali da sole avrebbero potuto aiutare gli occhi a riposare, un cielo terso,limpido con riflessi abbaglianti, un mare quasi piatto con qualche leggera increspatura giusto per far capire che la massa liquida era in eterno movimento. Ostia in inverno e', a mio parere, molto piu'bella che in estate quando “milioni” di romani e non, si riversano negli stabilimenti balneari per vivere un'illusoria giornata al mare e invece si ritrovano a sovrapporsi gli uni agli altri in una stretta lingua di sabbia che inesorabilmente diventa sempre piu' piccola. Una giornata di quelle che rimangono impresse nella memoria e non solo per gli aspetti metereologici anzi direi che il contorno per quanto bello, possa essere superato dagli eventi che in questo contesto si sono svolti. Una gara di corsa su strada che rimane nella nostra memoria per noi di Genzano Marathon, per avere visto una partecipazione cosi' vasta per una societa' delle nostre dimensioni. 23 atleti partecipanti e che hanno concluso la prova, ognuno con caratteristiche e tempi diversi ma che nell'insieme hanno dato una prova di passione attraverso una partecipazione che al di la' dei singoli risultati, pur sempre apprezzabili, dimostra come la corsa vissuta a livello amatoriale puo' dare stimoli ed emozioni che non conoscono limiti di eta' e tempo. Oggi 15 Gennaio, il trofeo Lidense ha vissuto la sua 15^ edizione che per l'occasione e' tornata sul classico percorso dei 15 chilometri e tanto per rimanere in analogia numerica, sono stati quasi 1500 gli iscritti, quindi un trionfo del 15 che ha visto arrivare quasi 1400 atleti, in una gara veloce con condizioni meteo, come abbiamo visto, perfette sottolineate dal tempo del vincitore, Giorgio CALCATERRA con 48' e 51”. Dietro al “cannibale” Calcaterra (ormai vince dai 10 ai 100 km) sono arrivati Mustafa RACCHIEL e Mohammed QATTAM. Un'altra conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, e' venuta dalla prima donna Roberta BOGGIATTO che per l'ennesima volta ha tagliato il traguardo per prima con un favoloso 57'55” precedendo altre due “compagne di categoria” Elisabetta MENESATTI e Laura ANTICO. Una bella corsa che, come ho detto all'inizio, ha assunto per noi di Genzano Marathon una bella dimostrazione di forza. Tutti hanno contribuito a portare la nostra societa' entro le prime 20 in un panorama che ha visto dietro di noi giungere associazioni ben piu' ricche di iscritti e conseguentemente di finanze. In tal senso e' difficile nominare i singoli, anche se meritano una citazione Alessandro ACCILI (55'59”) e Rodolfo LIMITI (59'20”) entrambi sotto l'ora di corsa e poi Virginio NASONI che inesorabilmente ha conquistato un secondo posto nella sua categoria. Per cavalleria citiamo anche le nostre dame che capitanate da Natalya KUCHERYAVENKO (1h 12' 16”) hanno tutte portato a termine la prova con prestazioni di rilievo e comunque di soddisfazione. I nostri portacolori hanno fornito prove di tutto rispetto, alcuni superando i propri limiti ed e' stato bello a fine gara ritrovarsi insieme per commentare la prova che sicuramente, per quanto dura e faticosa ha lasciato tutti con il sorriso sulle labbra e la sensazione di avere partecipato ad un'impresa comune che aspetta solo di essere ripetuta.
Il lupo questa volta è il tempo, tempo inteso come condizioni meteo. La tana è il luogo dove ci siamo sbizzarriti e abbandonati, come quando ci si fida di un amico vero.
Il lago di Castelgandolfo questa mattina sembrava nervoso col suo colore scuro e le sue acque increspate, ricordava il mare quando è agitato, con le sue onde solcate dal vento. Il luogo appunto, dove noi ragazzi della Genzanomarathon, scendendo dal nostro colle per raggiungerlo, ci chiedevamo se questo era il giusto tempo per affrontare una gara. Un pensiero rivolto agli amici che in quel di Bastia si avventuravano con spregiudicato entusiasmo. Molte incertezze quindi, sbirciando il cielo a sud, come a nord, da est a ovest ci accompagnavano nella tana della nostra ossessione. Nero come la pece il cielo dalla parte del mare, piccole raffiche di vento gelido tiravano dalla parte dei monti, mentre le prime gocce di pioggia avvertivano l’inizio delle danze. Alessandro F. il meteorologo e medico del tempo, sdrammatizzava con battutine spiritose l’atmosfera resa ormai veramente drammatica, Franco, oggi, il nostro accompagnatore, ci portava al bar per allentare la tensione creata dal dubbio del tempo. I runners giravano intanto, incuranti del clima, sfoggiavano completini estivi tipo canotta e calzoncini, roba da far venire i brividi, Roberto, Rodolfo e Simona, ridevano camuffando il proprio stupore. Qualcuno prova a riscaldarsi correndo con l’ombrello, mentre la pioggia assume il comando del nostro umore. Alla partenza mancavano solo i lupi, è il loro tempo, qualcuno se lo ripeteva a memoria “tempo da lupi” quel cielo nero che minaccia sciagura e guerra. Scende la pioggia su tutta la valle del lago, si diffonde la rassegnazione alla corsa, si desidera la partenza per attaccare il lupo, ormai siamo carichi e tesi, convinti e decisi, Sandro, Paolo e Mario serrano i pugni e stringono i denti, forza e coraggio ne hanno da vendere. Siamo quasi fradici quando cominciamo a correre, non osiamo pensare cosa possano pensare chi ci vede in quell’istante; ma noi in corsa cominciamo a vedere il bello, a sgomberare la mente da nefasti pensieri e a respirare aria di libera vita. Si allungano sciolti nel vuoto Alessandro, Rodolfo Mario, Paolo e poi tutti gli altri del nostro gruppo, ma le insidie come nella tana del lupo non finiscono, continua la pioggia mentre si scala la salita, il vento soffia sempre contro e in discesa resa scivolosa si tira un poco il freno a mano per controllare la tenuta di strada. Battute si alzano al vento e volano stemperando un po’ la fatica, cambia tutto in corsa anche il nostro umore, che ora gira allegro come una trottola. Il tempo ad un tratto si distrae, nel cielo, ora uno squarcio ci invia un messaggio di speranza e noi ingraniamo la quinta per avvicinarci sempre più velocemente al traguardo. All’uscita del tunnel, una bella sensazione ci sopraggiunge, quella di essere usciti indenni dalla tana del lupo, tuttavia il vento continua a ostruire la nostra corsa, a volte togliendoci l’aria che si sta respirando, a volte scuotendoci come una bandiera legata a prua.
Ma siamo alla fine, il lago la spiaggia il vento che infuria, colori più vivi, tutto è illuminato dal sole, finalmente sorrisi e soddisfazione ci avvolgono, e pensare che non volevamo quasi partire, paura del tempo delle avverse condizioni climatiche, che una volta sfidate sono state vinte, battute. La perseveranza come spesso succede alla fine premia, soprattutto gli audaci.
Salvo
18/12/11
Ultimo aggiornamento Domenica 18 Dicembre 2011 19:12
Roma puo' essere considerata una delle metropoli mondiali con numerosi percorsi per runners, a cominciare dalla mitica e grandiosa Villa Pamphili per poi passare a Villa Ada e Villa Borghese che possono essere considerati a ragione dei veri e propri polmoni di verde in citta'. Anche la periferia romana e' costellata di luoghi e percorsi cari ai runners che amano ritrovarsi in questi posti per dare sfogo alla loro passione a vari livelli. E' bello correre in mezzo a resti di acquedotti in uno scenario spesso utilizzato nel cinema. Carica di vita ed entusiasmo uscire di casa e ritrovarsi fuori dal mondo in un'atmosfera che non ha eguali in nessuna altra parte, incontrare volti conosciuti e magari mai incontrati nella vita di tutti i giorni, scambiarsi occhiate di complicita' e saluti che in altra situazione non avrebbero senso. Il parco degli Acquedotti e' una di queste oasi di verde compresa tra popolosi e popolari quartieri quali il Tuscolano, l'Appio Claudio e lo Statuario. Zone ricche di traffico e di commercio, popolate da una variegata diversita' di gente ai confini con quel Parco dell'Appia Antica che e' un insieme ricco di vestigia della epopea romana. Il Parco degli Acquedotti si popola giornalmente di runners che a cominciare dalle 5 del mattino si ritrovano a gruppi o in solitario a spendere salutarmente parte della loro giornata che inizia veramente con un buongiorno tra chiacchiere e sgambate che assumono un diverso significato a seconda del valore agonistico dei partecipanti. E' cosi' facile sentire discorsi che riguardano essenzialmente metodologie di allenamento o tempi da realizzare, quando si tratta di “veri” atleti, per poi passare ad altri “atleti” con discorsi incentrati piu' su valori enogastronomici, di quanto cioe' si potra' mangiare dopo una bella e salutare corsetta. Al parco ci si ritrova per condividere la comune voglia di esprimersi in liberta', di respirare un'aria pura e per ascoltare il proprio corpo. Una volta l'anno, anzi all'inizio di ogni anno, il giorno della Epifania ci si ritrova tutti per correre una di quelle gare che ormai fanno parte del calendario ufficiale delle competizioni a livello nazionale. E' qui che infatti ritroviamo uniti ai “tapascioni” del Parco, gli atleti nazionali e internazionali che passano veramente di corsa e calpestano, quasi senza rispetto, quei percorsi che ognuno dei corridori giornalieri sente come propri. Infatti nei quasi 2000 partecipanti della 20^ edizione della classica di inizio anno, si sono ritrovati i “top runners” che volano a 3minuti al chilometro e i tranquilli amatori del buon mangiare che giungono dopo quasi un'ora ma che sono contenti di aver portato a termine la competizione e andare a casa a raccontare le loro gesta. Un podio inaspettatamente misto che ha visto si trionfare il solito Samir JOUAHER con 30' 10” ma stavolta davanti ad un azzurro, Alberto MONTORIO e al Sudtirolese Matthias STEINWANDTER. Anche tra le donne una vincitrice a sorpresa, la giovane e promettente Ilaria FANTIGROSSI con 35' 58” davanti a Maria Elena PETRINI e Giorgia PRIARONE, tutti nomi nuovi nel teatro agonistico Romano. Nessuna sorpresa e allo stesso tempo tante nuove sorprese in casa Genzano Marathon: in campo maschile l'ottima prestazione di Giorgio FORTINI che con 44' 07” ha stabilito il suo Personal Best davanti ad un battagliero Roberto LEOTTA che alla sua prima uscita in duplice veste di atleta e Presidente ha fatto segnare un buon 46' 36”( con la proposta di congelare la classifica sociale a questa gara). A seguire il grande (in termini agonistici) Virginio NASONI (48' 14”) e Andrea MAZZARANO che con 50' 21” ha chiuso il settore maschile. Anche tra le donne risultati di rilievo: Natalya KUCHERYAVENKO ha confermato il suo buon momento anche in una distanza che non e' tra le sue preferite, facendo segnare il suo PB con un doppio 47 (47'47”), seguita da Simona ROSSI alla sua indimenticabile prima ufficiale con un 50' 57” che lascia spazio ad ottimistiche previsioni che sono valide anche per Monia FRANCIOSI, anche lei alla sua prima gara sui 10000 che ha chiuso con 51'38”. Inizia quindi sotto i migliori auspici questo 2012 che vedra' la nostra societa' impegnata su molti fronti sia nelle gare di breve durata che nelle ultramaratone. La Befana insomma ci ha donato buoni tempi e poco “carbone” e questo e' il migliore degli auguri per un anno ricco di gare, emozioni e soddisfazioni.
Forza Genzano Marathon!!
Giancarlo FORTUNA
Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Gennaio 2012 18:32