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23 settembre 2009

Qualsiasi esperienza si imprime, tutto quello che di nuovo facciamo lascia nella nostra vita un segno indelebile. Berlino ha scolpito il suo segno nel nostro cuore, quando questo riaffiorerà, non si potrà evitare una fitta piacevole e malinconica di un grande ricordo.È notte quando attraversiamo l’Italia per raggiungere Berlino, con il nostro furgone Mercedes guidato dall’instancabile Piero, consumiamo chilometri come predatori della foresta. Alle prime luci dell’alba avevamo già trafitto le imponenti Alpi che ci separano dall’Austria.


Inarrestabile la nostra invasione, affamati di gloria e di successi poco dopo l’ora del pranzo, ecco all’orizzonte davanti ai nostri occhi… Berlino cuore dell’Europa e centro di gravità di una grande bellezza.
Genzano Marathon gruppo di podisti uniti dalla passione per la corsa, s’inchina e saluta la città, i nostri occhi frugano ogni cosa, spaziano dappertutto e apprezzano quello che vedono. Il nostro albergo ci accoglie come un vecchio amico, è bello e modesto con una struttura giovane e muscolosa. Il giorno dopo, giorno prima della maratona, ci buttiamo tra le braccia della città, alla ricerca di souvenir vari, con la grande curiosità di scoprire il carattere e l’anima della città di Berlino. A sorprenderci però è quello che non si vede, non si può, il silenzio, nonostante sia essa una grande città, attraversata da milioni di auto, a regnare sopra ogni testa è il silenzioso scorrere della vita, piacevole, rilassante e salutare.

Il sole passeggia libero nel cielo azzurro di Berlino, rilasciando una luce brillante per le strade della capitale tedesca. Tutto quello che ci circonda è ordinato semplice pulito, non è una città che ama
sprecare per dimostrare la sua ricchezza, questo è anche la sua bellezza.
Incontriamo gente simpatica, ci regalano sorrisi e abbracci, tutti sanno della maratona e la preparano come una grande festa, un evento straordinario che servirà a spazzare via vecchie ombre del passato. È la Porta di Brandeburgo simbolo della caduta del muro di Berlino a catturare i nostri occhi, attorno a lei si esprime il centro della città e una grande massa di visitatori entra ed esce da sotto i suoi archi consapevole di attraversare la storia dell’Europa. A pochi passi il Parlamento tedesco imponente quanto basta, pretende tutta la nostra attenzione, e la merita, davanti a esso si estende un parco immenso con un prato verde che invita chiunque a sdraiarsi e abbandonarsi in un sogno dolce e leggero come il volo di una farfalla.
Ci confondiamo tra la gente, birra e specialità tedesche inebriano i nostri sensi, siamo felici soddisfatti di aver scelto Berlino come città della nostra prima maratona, per molti di noi è un battesimo e Berlino sarà la nostra madrina per sempre. Intanto biciclette scorazzano nelle loro piste suscitando la nostra invidia, silenziose scorrono fluidamente come rondini nel cielo. Verso sera un tramonto colorato ci preannuncia una splendida giornata.

L’alba del giorno della maratona, aria fresca, cielo netto, un po’ di tensione quanto basta, movimenti e gesti indicano: è quasi ora della partenza, ci siamo. Un mare di gente pronta a partire, tanti colori si confondono nell’aria con la musica tipica di arrembaggi antichi. Sensazioni si accavallano con emozioni da brividi, quanto fatica il serpentone a mettersi in moto non si sa, in testa sono da un pezzo in corsa, in coda tutto è fermo. Ora siamo tutti in corsa, si entra nella storia della 36ma maratona di Berlino. Le strade si aprono a noi, musica e suoni stimolano e caricano di energia chi corre, case palazzi quartieri tutto in festa, tutti ci salutano incitano ti danno a modo loro un aiuto, una spinta. Piazze meravigliose, chiese, luoghi pieni di fascino, illuminati da un sole splendente mediterraneo, rendono la corsa un evento straordinario. La stanchezza non può farsi sentire, ai bordi del percorso tamburi, orchestre, piccole fanfare e complessi improvvisati a ritmo di carica ti spingono lontano dalla fatica, in luoghi dove ci si sente leggeri e pieni di solo benessere. Nei nostri pettorali è possibile leggere il proprio nome e quando senti la gente scandire il tuo nome ti assale un emozione particolare che sa di calore umano, ti senti a casa in famiglia, tutto diventa bellissimo, vorresti fermarti per abbracciarli e dimostrare a loro la tua gratitudine. Per tutta la corsa un susseguirsi infinito di emozioni vere, dieci, venti, trenta, quaranta chilometri, siamo alla fine e ci dispiace lasciare questo paesaggio quasi surreale, pensi che sia stata un’esplosione di gioia questa maratona, ma il traguardo va tagliato, ci aspetta la medaglia e un bel bicchiere di birra fresco che rigenererà nuove forze e nuove sensazioni. Eccolo bello come un assassino, ci incorona la medaglia e ci uccide la giornata, storditi e confusi ci sdraiamo nel verde prato davanti al Parlamento tedesco, distesi sull’erba fresca, fissiamo il cielo per un attimo e la musica echeggia nelle nostre orecchie, come i tamburi, le urla della gente, la luce di questo giorno meraviglioso, la maratona e già passata, ma i suoni, la luce, e i sorrisi girano ancora nella nostra mente, e rimarranno per sempre scolpiti nel nostro cuore.
Lentamente rientriamo, i commenti ci accompagnano, ci aspetta la valigia da rifare un riposo e poi via verso casa l’Italia, la famiglia ci aspetta, la vita di sempre ci attende. Berlino è già ricordo, ma non uno qualsiasi… un ricordo speciale, arrivederci
B E R L I N O.

Un saluto a tutti
Salvo Sabatino