Quando la morte colpisce inaspettatamente un caro amico, abbattendosi all'improvviso, violenta come una scure, lo shock della perdita produce in tutti noi una sensazione di prostrazione e di impotenza, facendo vacillare le nostre convinzioni, le nostre certezze, dandoci una volta di più la consapevolezza della fragilità del nostro essere. Non riusciamo ad elaborare, a distanza di parecchie ore dall'appresa notizia della scomparsa del nostro amico Giancarlo, che tanta energia, vitalità, entusiasmo siano svanite per sempre. Possiamo soltanto fare in modo che il ricordo della bella persona che è stata possa continuare a rivivere nei nostri pensieri. Stringiamoci attorno a Natalya ed al piccolo Flavio, non facendogli mancare il nostro affetto ed il nostro sostegno, nella speranza di render loro meno insopportabile questo immenso dolore.
Ciao caro amico Giancarlo, hai spiccato il tuo ultimo volo.
Per noi è stato un grande privilegio conoscerti, ti porteremo per sempre nei nostri cuori.
Marco R.
Ultimo aggiornamento Domenica 19 Febbraio 2012 22:33
CORRENDO NELLA NEVE…“scrocchiarella, scrocchiarella”
Come si fa a decidere se andare a correre o no, quando fuori guardando dalla finestra, la neve ha sommerso strade e marciapiedi, piante e alberi ridotti come monache vestite di bianco, per non parlare poi della temperatura; non si può rispondere, la decisione di solito è più veloce della ragione, si parte si pensa subito alla sublime sensazione dell’aria, al piacere del movimento e a sentirsi liberi senza quel peso dei pensieri sempre abbarbicati nella mente.
Quando ci troviamo all’appuntamento siamo in cinque o sei, da Giotto, il solito luogo di ritrovo, irriconoscibile, la neve ha cambiato i connotati si è attaccata dappertutto, quel viale dell’olmata stamattina si presentava come una lunga scia bianca, sembrava un sentiero nel deserto. Primo giro di riscaldamento per saggiare le condizioni della neve e della pista, avvolti da un insolito silenzio i nostri passi cominciano a sgranocchiare come i topi sui tetti di vecchi casali di campagna. Prime sensazioni strane ci sorprendono, questa neve dura e secca ci da l’idea di correre sui biscotti, l’aria freschissima non punge più di tanto, ci viene voglia di allungarci nel bosco, in quei sentieri ormai noti. Penetriamo nel bosco lasciandoci il paese alle spalle, l’aria sempre più sottile, il cielo pallido accenna qualche frase di speranza, mentre intorno a noi il manto di neve esprimeva tutto il suo candore. Corriamo come possiamo, la neve rallenta la nostra falcata, il sentiero per arrivare verso le Piagge, spesso è interrotto da piante battute e piegate dal peso della neve. L’immenso biancore però ci eccita ci carica, sarà il nostro stupore, sarà la bellezza del paesaggio che tutt’intorno cattura i nostri occhi, ma la voglia di correre ci sovrasta, l’entusiasmo cresce nell’aria, e la gioia di essere in questo luogo in questo momento, rilascia una dose notevole di puro benessere. L’unico pensiero che ci sopraggiunge ora è: “ma quanto è bella la corsa in questa neve”. La neve a volte amica, e certe volte nemica.
Ma oggi, mentre il cielo sta cambiando colore, liberandosi da nuvole vecchie, questo luogo a ridosso del lago di Nemi illuminato dal sole, e dalla luce bianca e limpida della neve, ci ha riservato una fra le più belle sensazioni che la corsa, la natura, l’amicizia e la vita in genere ci abbiano mai fatto conoscere. Ricordi indelebili questo è il timbro nella nostra memoria. Sono passate quasi due ore da quando siamo partiti, quel rumore della neve scrocchiarella scrocchiarella ci accompagna lungo il nostro sentiero, consapevoli del fatto straordinario che stiamo vivendo, prolunghiamo il piacere concedendoci a foto in tutte le salse. Paesaggi veramente straordinari si presentano come pagine di un libro illustrativo, le Piagge, Fontan Tempesta e le zone limitrofe trasformate in un grande spettacolo naturale. La vista del lago di Nemi bordato di neve mette in risalto lo specchio dell’acqua e il suo disegno circolare, mentre la nostra andatura rallenta per la neve che ora si fa più alta, il bosco sempre più silenzioso imprigiona i nostri sguardi pieni di curiosità. Qualcuno decide di ritornare indietro, io Franco e Serena, siccome siamo de coccio, decidiamo di proseguire, di arrivare a Nemi, scendere al lago e poi via museo salire da Giotto. Incantevole l’immagine della terra che ci circonda, che scende giù al lago, e che, esposta ad un sole misericordioso trasmette lo splendore di rarissimi giorni, in particolari eventi. E’ una corsa divertente esaltante, ma guai a distrarsi, perché dagli alberi comincia a sgretolarsi la neve, ormai dopo la gelata della notte, formata a cubetti di ghiaccio, e se non ti prende l’albero ci pensa Serena, con un missile a palla di neve per poco mi chiudeva definitivamente un occhio (maledetta). La neve, quanta neve, tutto è sempre più bianco, il fitto bosco sopra Nemi ci fa correre in un grande silenzio, che sa solo di neve, ci affascina l’atmosfera surreale che si è creata, la nostra pista è stata violata solo da qualche passante che ci ha preceduto in mattinata. Sprofondiamo le nostre caviglie in una sabbia di neve profonda almeno trenta centimetri, la fatica non si sente per niente, sarà la neve che ci distrae e ci allontana sempre più da lei, lo sguardo sempre intorno ad apprezzare la meraviglia di un ambiente magico, che ci fa ritornare bambini e ci fa rivivere una vita lontanissima (per Serena un pò meno). Nemi resiste al nostro assalto,un cane labrador messo alle porte di guardia, quando ci vede alza la testa, gelando ancor più il nostro sangue, aspettiamo…ma lui pensa la stessa cosa, aspetta pure lui, ci separano giusto dieci metri, non sappiamo che fare; il viottolo è troppo stretto, e lui color caffelatte scuro con un testone da ippopotamo ci fissa senza avere alcun timore…di cosa poi, di noi? Forse gli viene da ridere, attimi per noi di quasi panico controllato molto bene, il cane capisce il nostro imbarazzo, chissà cosa si sta domandando, all’improvviso gira la coda e se ne va, sospiriamo e ringraziamo il cielo. Più avanti per le vie di Nemi ce lo ritroviamo di nuovo, ma con la sua padrona, che ci tranquillizza rivelandoci che si tratta di un cane tontolone, forse per lei, ma per noi… era un leone.
Le strade di Nemi sono ghiacciate, ma il sole adesso comincia a frantumare la consistenza del ghiaccio. Per il corso incontriamo Gino Nicoletti e ci facciamo offrire un caffè al bar, mani e piedi ora sono gelati, nel bar approfittiamo per riscaldarci e subito dopo siamo di nuovo su strada tra la neve e il ghiaccio attaccato per terra come cemento. Scendiamo dalla panoramica, il paesaggio immenso e spettacolare, manco a dirlo, al museo delle navi, carichi di una ricarica straordinaria consumiamo la salita verso Giotto con allegra andatura, siamo pieni di tutte quelle cose utili e belle che spesso si cercano, e raramente si trovano, ma tutti vorremmo sempre avere, purtroppo si sa, che, solo in certe e rare situazioni si possono trovare.
Una giornata cosi' luminosa che neanche gli occhiali da sole avrebbero potuto aiutare gli occhi a riposare, un cielo terso,limpido con riflessi abbaglianti, un mare quasi piatto con qualche leggera increspatura giusto per far capire che la massa liquida era in eterno movimento. Ostia in inverno e', a mio parere, molto piu'bella che in estate quando “milioni” di romani e non, si riversano negli stabilimenti balneari per vivere un'illusoria giornata al mare e invece si ritrovano a sovrapporsi gli uni agli altri in una stretta lingua di sabbia che inesorabilmente diventa sempre piu' piccola. Una giornata di quelle che rimangono impresse nella memoria e non solo per gli aspetti metereologici anzi direi che il contorno per quanto bello, possa essere superato dagli eventi che in questo contesto si sono svolti. Una gara di corsa su strada che rimane nella nostra memoria per noi di Genzano Marathon, per avere visto una partecipazione cosi' vasta per una societa' delle nostre dimensioni. 23 atleti partecipanti e che hanno concluso la prova, ognuno con caratteristiche e tempi diversi ma che nell'insieme hanno dato una prova di passione attraverso una partecipazione che al di la' dei singoli risultati, pur sempre apprezzabili, dimostra come la corsa vissuta a livello amatoriale puo' dare stimoli ed emozioni che non conoscono limiti di eta' e tempo. Oggi 15 Gennaio, il trofeo Lidense ha vissuto la sua 15^ edizione che per l'occasione e' tornata sul classico percorso dei 15 chilometri e tanto per rimanere in analogia numerica, sono stati quasi 1500 gli iscritti, quindi un trionfo del 15 che ha visto arrivare quasi 1400 atleti, in una gara veloce con condizioni meteo, come abbiamo visto, perfette sottolineate dal tempo del vincitore, Giorgio CALCATERRA con 48' e 51”. Dietro al “cannibale” Calcaterra (ormai vince dai 10 ai 100 km) sono arrivati Mustafa RACCHIEL e Mohammed QATTAM. Un'altra conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, e' venuta dalla prima donna Roberta BOGGIATTO che per l'ennesima volta ha tagliato il traguardo per prima con un favoloso 57'55” precedendo altre due “compagne di categoria” Elisabetta MENESATTI e Laura ANTICO. Una bella corsa che, come ho detto all'inizio, ha assunto per noi di Genzano Marathon una bella dimostrazione di forza. Tutti hanno contribuito a portare la nostra societa' entro le prime 20 in un panorama che ha visto dietro di noi giungere associazioni ben piu' ricche di iscritti e conseguentemente di finanze. In tal senso e' difficile nominare i singoli, anche se meritano una citazione Alessandro ACCILI (55'59”) e Rodolfo LIMITI (59'20”) entrambi sotto l'ora di corsa e poi Virginio NASONI che inesorabilmente ha conquistato un secondo posto nella sua categoria. Per cavalleria citiamo anche le nostre dame che capitanate da Natalya KUCHERYAVENKO (1h 12' 16”) hanno tutte portato a termine la prova con prestazioni di rilievo e comunque di soddisfazione. I nostri portacolori hanno fornito prove di tutto rispetto, alcuni superando i propri limiti ed e' stato bello a fine gara ritrovarsi insieme per commentare la prova che sicuramente, per quanto dura e faticosa ha lasciato tutti con il sorriso sulle labbra e la sensazione di avere partecipato ad un'impresa comune che aspetta solo di essere ripetuta.
Giancarlo FORTUNA
Ultimo aggiornamento Domenica 19 Febbraio 2012 23:56
La Tuscia e’ un territorio che si estende tra Toscana, Lazio e, marginalmente, Umbria e comprende in particolare, per quanto riguarda il Lazio, la provincia di Viterbo. Tutta questa zona e’ ricca di vestigia della presenza degli Etruschi e dei Romani, nonche’, dal punto di vista morfologico di vallate e grotte che nei tempi passati sono state usate per vari scopi anche se la primaria utilizzazione, nel primo millennio, era quella di abitazioni e luoghi di culto. Castel Sant’Elia e’ un esempio di questo territorio concentrando nell’area comunale una serie di vallate profonde come canyon e grotte che ancora oggi sono venerate religiosamente. Questo piccolo centro di circa 2000 abitanti ha visto oggi piu’ che raddoppiare la popolazione per un evento sportivo di grande richiamo e tradizione, la 33^ edizione della Maratonina dei Tre Comuni, una gara che non e’ una mezza classica visto che la distanza supera, anche se di poco i classici 21 chilometri, ma e’ una corsa con caratteristiche proprie nei 22500 metri che si snodano nel meraviglioso scenario tra i comuni di Nepi, Civita Castellana e , appunto, Castel Sant’Elia dove erano fissati sia la partenza che l’arrivo. Un percorso ricco di variazioni altimetriche che raggiungono il massimo all’altezza del 16° chilometro dove ad una ripida discesa segue un’altrettanto dura salita di oltre un chilometro e mezzo per condurre i partecipanti all’ultima “rampetta” posta proprio 300 metri prima del traguardo. Questa gara si puo’ considerare un ottimo test di preparazione per le vicine Maratone primaverili che affollano il calendario dei prossimi mesi, racchiudendo, proprio per la ricchezza di variazioni di passo tutte le caratteristiche di un buon allenamento concentrando salite, discese, tratti in falsopiano e allunghi che poi risulteranno fondamentali per la classica distanza di Maratona. Una prova che si e’ svolta in condizioni climatiche ideali in una mattinata senza sole, non eccessivamente fredda e soprattutto senza vento, in questo contesto e’ volato verso il traguardo il giovane polacco Arkadiusz GARDZIELIEWSKI cha ha vinto con il tempo di 1h09’56” precedendo il keniota David NGENO e i russo Mikhail KULKOV per comporre un podio internazionale ed eccezionalmente non solo con atleti di colore. In campo femminile invece il colore “scuro” ha dominato con la marocchina Hanane JANAT vincitrice con 1h 21’50” davanti ad Angelina NIRANSAMBIMANA e lasciando all’italianissima Marcella MANCINI la terza posizione. Anche Genzano Marathon ha partecipato a questa “classica” con i propri atleti che, in linea con la caratteristica della gara, hanno svolto un duro test in vista dei prossimi impegni. Cosi’ Gino NICOLETTI ha trascinato il quartetto giungendo al traguardo con un ottimo 1h44’56”pensando all’impegno delle prossime prove con l’obiettivo mai celato di correre l’avventura della 100km del Passatore. Anche Ovidiu VAIDA LAUREAN ha percorso i 22500 metri in 1h53’15” con in testa l’impegno della sua prima Maratona, quella di Roma, da finire e magari anche sotto le 4 ore. Per Giovanni VITALE, terzo cavaliere della squadra maschile con 2h01’59”, sicuramente si e’ trattato di una passeggiata gia’ al ritmo della 100 chilometri che si e’ posto come impegno primario non soddisfatto di aver gia’ completato la distanza lo scorso anno, anzi fiero di aver coinvolto in questa meravigliosa avventura altri compagni di squadra come ad esempio Natalya KUCHERYAVENKO che concludendo la prova in 1h53’51” ha inaugurato un paio di splendide scarpe da gara e lanciato la sua mente alla prossima Maratona di Treviso e, appunto, a quei 100 chilometri che a fine Maggio attendono lunghi e faticosi i nostri rappresentanti . Una gara quindi di preparazione che ha rappresentato un test rivelatosi positivo per tutti i nostri, ormai pronti a portare i colori di Genzano Marathon in giro per l’Italia e...non solo.
GIANCARLO FORTUNA
Ultimo aggiornamento Domenica 29 Gennaio 2012 20:53